Per affrontare la Transizione tra il vecchio mondo dei monopoli al nuovo mondo degli esseri umani, è necessario fare comunità, condividere. Qui troverai informazioni sul tema
lunedì 31 luglio 2017
lunedì 5 novembre 2012
L'altra faccia del cioccolato
sabato 27 ottobre 2012
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Per affrontare la Transizione tra il vecchio mondo dei monopoli al nuovo mondo degli esseri umani, è necessario fare comunità, condividere. Qui roverai informazioni sul tema
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venerdì 20 luglio 2012
L'Agricoltura Sinergica
L’Agricoltura Sinergica è un metodo agronomico applicabile esclusivamente in regime di agricoltura biologica, considerato ad oggi, l’ultima frontiera di questo tipo di agricoltura e praticato con delle tecniche che in “regime biologico” sono solo consigliate e auspicate ma non obbligatorie.
In sostanza il metodo sinergico si basa su pratiche agronomiche ed accorgimenti che mirano principalmente alla fertilità del suolo e alla conseguente migliore salute dell’intero sistema suolo-microrganismi-piante, esattamente come in agricoltura biologica, ma con misure molto più incisive.
Fondamentale per questo tipo di agricoltura è la definizione degli spazi, ossia la determinazione di passaggi che vengono normalmente lasciati nel terreno tra le file di ortaggi per consentirne la cura e la raccolta. Infatti in agricoltura sinergica vengono realizzati in modo da essere definitivi, quindi viene a stabilirsi in modo univoco il percorso di camminamento (o dove si passa con il mezzo agricolo) e dove si coltiva, applicando in questo modo ogni accortezza affinché non vi sia più bisogno di calpestare le zone coltivate. Per semplicità vengono chiamati “passaggi” i percorsi calpestabili e “bancali” o “aiuole” le zone coltivate.
Da molti anni la scienza agronomica ha verificato sul campo le possibili conseguenze negative dell’eccessiva aratura, sia in regime biologico che in quello convenzionale, raccomandando la non aratura profonda che attualmente è limitata a situazioni estreme e non più sistematica come un tempo. In agricoltura biologica si raccomanda di limitare il più possibile l’aratura, anche se superficiale, soprattutto si auspica l’utilizzo nei casi di necessità e sempre nelle migliori condizioni del suolo (che deve essere in tempera).
In agricoltura sinergica si evita completamente l’aratura, anche superficiale, e perfino la sarchiatura; sembra infatti che si ottengano ottimi risultati con dei semplici accorgimenti applicabili a delle strutture permanenti, ossia andando a creare in quei bancali coltivati che devono essere rialzati di circa 30-40 cm rispetto al suolo; usando un tecnica simile agli orti fuori terra, già utilizzata nella tradizione contadina dell’Italia del nord, con la differenza che una volta i bancali erano formati da sterco bovino o equino sfruttando soprattutto il calore emesso (principio del letto caldo di cultura) per poter avere ortaggi anche in inverno, invece nel metodo sinergico il bancale è formato dalla terra smossa dalla superficie durante i passaggi, così da rimanere permanente.
Col sistema sinergico quindi, vi è solo un lavoro iniziale di allestimento dei bancali direttamente sul terreno che, se eccessivamente compresso, può subire per l’ultima volta un’aratura superficiale di circa 35 cm. Successivamente il grosso del lavoro di aratura artificiale, viene sostituito in modo naturale dalle radici delle piante stesse, inoltre il fatto di lavorare su dei bancali rialzati favorisce ulteriormente l’aerazione del suolo.
Importante sottolineare che, in caso di terreni molto poveri nella fase iniziale, si aggiunge sostanza organica in modo da favorire i processi di umificazione.
L’assenza di aratura artificiale, oltre ad essere un vantaggio economico (risparmio di tempo, mezzi e risorse moltiplicato per tutte le pratiche evitate negli anni può diventare una cifra importante)
porta soprattutto a dei vantaggi in termini di fertilità del suolo. Infatti, come in agricoltura biologica, anche in agricoltura sinergica il parametro di misura dell’efficienza delle pratiche attuate è il bilancio umico.
E’ ampiamente dimostrato che l’aratura, anche superficiale, comprometta immediatamente la quantità e la qualità del humus (che si trova proprio nello strato superficiale del suolo), perché va a disturbare il delicato equilibrio del suolo fertile, ma nei terreni coltivati è diventata ormai indispensabile per consentire la semina, il percolamento dell’acqua e la crescita delle radici delle piante che altrimenti troverebbero il terreno troppo compatto. Col metodo sinergico invece, si risolve il problema del compattamento del suolo con l’allestimento dei bancali, dunque non essendo necessaria l’aratura, si evita di perturbare il suolo che quindi, sotto la pacciamatura organica permanente, mantiene integre le condizioni per lo sviluppo della sostanza organica.
Essendo l’agricoltura sinergica un regime di agricoltura biologica, sui bancali non viene praticata la monocultura ma, al contrario viene garantita una vasta biodiversità e parte delle piante coltivate viene scelta proprio in funzione delle forti radici che, in questo modo permettono di “sostituire” le operazioni di aratura in modo efficiente. L’accortezza di non sradicare le piante al momento della raccolta, nemmeno quelle spontanee (tranne ovviamente nel caso di infestanti che si riproducono dalle proprie radici come la gramigna) ma di lasciare invece che le radici si decompongano naturalmente nel suolo, è alla base di questo meccanismo. Il resto del lavoro viene svolto dalla fauna del sottosuolo come i lombrichi e altri insetti scavatori, presenti in grande quantità grazie al suolo imperturbato, che con la loro attività creano tunnel e spazi nei quali le radici si insediano con estrema facilità.
Infine è importante sottolineare come gli accorgimenti che permettono di mantenere i bancali e quindi la struttura di base integri nel tempo, siano fondamentali, e che per poter operare in tal senso, sia necessario mantenere tre punti fondamentali:
1. la forma: fatta in modo da poter accedere alle colture da entrambe i lati senza dovervi camminare nel suo interno. In genere la dimensione corretta è di circa 120 – 130 cm di larghezza, con lunghezza in base allo spazio a disposizione ma, con un passaggio intermedio di circa ogni 4-5 m. Nel caso di colture estensive come i cereali, la larghezza del bancale è determinata dalla distanza tra le ruote del mezzo meccanico con cui si effettueranno le lavorazioni;
2. la protezione della superficie del suolo: operazione da effettuarsi per prevenire l’erosione degli agenti atmosferici (pioggia, sole e vento) attuata mediante colture in successione, che non lasciano mai il terreno nudo in nessun periodo dell’anno;
3. la pacciamatura permanente: con materiale organico attuata non solo perché protegge materialmente il suolo dall’erosione (vedi sopra), ma anche perché decomponendosi crea sotto di sè le condizioni per lo sviluppo dell’ humus che rende soffice e non compattato il bancale.
Come in agricoltura biologica, è fondamentale la scelta delle varietà da coltivare, in quanto la scelta delle famiglie oltre che dal punto di vista produttivo, deve ricadere spesso anche su quelle colture che portano maggiori vantaggi al suolo, come per esempio le leguminose azoto fissatici che non devono mai mancare all’interno di un bancale.
Il vantaggio principale nell’applicare il metodo sinergico è l’assenza delle periodiche lavorazioni colturali del terreno che, con tale metodo, dopo una preparazione iniziale (come ampiamente illustrato), non vengono più fatte, compresa la concimazione.
In agricoltura sinergica i prodotti di origine naturale, sia antiparassitari che anche fertilizzanti, si usano il meno possibile, perché si preferisce applicare strategie preventive di coltura piuttosto che usare dei prodotti che pur essendo naturali sono comunque estranei all’eco-sistema. In generale, la grande cura profusa nel conservare le condizioni ideali di formazione dell’humus nei bancali e le pratiche sopra descritte, permettono la crescita di piante sane e decisamente resistenti a parassiti e malattie.
La filosofia di base è quella di cercare di tenere in salute tutto il sistema suolo-microrganismi-piante, in modo che ciò compensi autonomamente l’eventuale insorgere di patologie. Inoltre, nel metodo sinergico, si utilizzano molte consociazioni all’interno dello stesso bancale, in considerazione delle indicazioni “fitosociologiche” di reciproco stimolo alla crescita e di reciproca difesa.
E’ importantissima la prassi di coltivare delle piante ad azione repellente (come per esempio il tagete, la calendula, il nasturzio, piante aromatiche, ecc.) in mezzo agli ortaggi, i quali a loro volta sono scelti in modo che in ogni bancale siano presenti almeno tre famiglie diverse contemporaneamente.
Oltre alla specifica azione repellente, la diversificazione delle colture a così stretto contatto è una grande difesa contro molti tipi di attacchi parassitari che in questo modo hanno una diffusione molto limitata.
Il risultato di una coltivazione con il metodo sinergico è un impianto permanente con una vastissima biodiversità dove piante perenni trovano posto vicino a colture annuali che, a loro volta, hanno una posizione sistematica ma intervallata da diverse famiglie. Con tale metodo le colture non seguono una rotazione ma delle successioni, perché nello stesso appezzamento convivono piante con diversi periodi di sviluppo che vengono sostituite singolarmente con altre specie che iniziano il loro ciclo vitale in corrispondenza della fine delle precedenti.
Chiaramente con il tempo, diminuiscono anche drasticamente la necessità di specifici trattamenti antiparassitari perché le piante sono più resistenti grazie soprattutto ad un terreno più fertile e una naturale difesa dovuta all’effetto combinato delle piante ad azione repellente e alla grande biodiversità.
Il metodo sinergico può essere benissimo usato anche per delle coltivazioni estensive come i cereali avendo solo l’accortezza di creare i bancali larghi quanto le ruote del mezzo agricolo usato e applicando le consociazioni più consone al periodo di crescita e all’altezza delle piante stesse. In questo caso la pacciamatura permanente può essere viva, ad esempio fatta di trifoglio, che oltre a proteggere il suolo lo arricchisce di azoto disponibile.
Per l’irrigazione il metodo più appropriato risulta essere il sistema a goccia da installare sotto la pacciamatura.
Trattandosi infatti di un allestimento permanente risulta un sistema conveniente sia per la facilità d’uso che per il grandissimo risparmio d’acqua.
Per ulteriori informazioni visitare il sito: http://www.agricolturasinergica.it/
giovedì 24 maggio 2012
sabato 3 marzo 2012
Autoproduzione per vivere meglio
a.. 1 Alimenti
a.. 1.1 Seitan
b.. 1.2 Tofu
b.. 2 Prodotti per la casa
a.. 2.1 Detersivi
b.. 2.2 Decalcificanti, ammorbidenti, pulizia water
c.. 2.3 Sapone
d.. 2.4 Colla
e.. 2.5 Per lo stiro
c.. 3 Prodotti per l'igiene personale
a.. 3.1 Bomba frizzante per il bagno
b.. 3.2 Dentifrici
c.. 3.3 Shampoo
d.. 3.4 Sapone da barba
e.. 3.5 Deodoranti
f.. 3.6 Contro il sudore
per leggere tutto clicca qui
martedì 6 settembre 2011
il siciliano e i Gruppi di Acquisto solidale
Agosto 2011, riprese realizzate nell'azienda agricola di Roberto Li Calzi, tra Catania e Siracusa.
Il fondatore del consorzio siciliano "Le Galline Felici", Roberto Li Calzi, vende agrumi ai gruppi di acquisto solidale (Gas) di mezza Italia.
Agricoltore felice, oltre a continuare il suo commercio, vuole diffondere le "buone pratiche" insieme ai Gas.
Far lavorare una ditta confiscata alla mafia e fare rete con i piccoli contadini
indipendenti in una terra dove il fenomeno dell'economia solidale
è ancora poco diffuso.
Dopo aver superato la convinzione di molti che il consorzio fosse una fregatura,
Roberto e soci vendono qualcosa come 500 mila chili di arance all'anno e riforniscono circa 200 Gas.
"Ai clienti diciamo: vuoi pagare le arance il meno possibile oppure vuoi spendere una cifra giusta che impedisca
lo sfruttamento di chi lavora?"
Link:
http://www.legallinefelici.it/
http://www.siqillyah.com/
Raduno estivo 2011 ecovillaggi
Il raduno estivo degli Ecovillaggi si è svolto dal 28 al 31 luglio 2011 al Vignale (VT), un ecovillaggio nascente, situato sulle colline tufacee di Blera, che sembrano cullare il fiume Mignone.
Si ringrazia per l'intervista Mauro Furlotti dell'Associazione Culturale MIDA e socio del progetto Vignale.
RIVE -- Rete Italiana Villaggi Ecologici
La Rete italiana dei villaggi ecologici (Rive) è nata nel dicembre 1996 con lo scopo di far conoscere le esperienze comunitarie, ritenute fertili laboratori di sperimentazione sociale ed economica, dove è possibile da subito vivere l'utopia, per quanto in scala ridotta, di una società basata sulla solidarietà, la cooperazione e l'ecologia.
Alle Rete italiana dei villaggi ecologici appartengono esperienze comunitarie molto differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzazione, ma tutte comunque ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico, intendendo per sostenibilità l'attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando, le prospettive delle generazioni future.
Le comunità aderenti al Rive sono ecovillaggi a porte aperte, si richiede solo di concordare per tempo modalità e data della visita.
Altre informazioni su:
http://www.mappaecovillaggi.it/detail_.asp
domenica 5 giugno 2011
Lo Zenzero
una ricetta che sto usando molto è la bevanda estiva allo zenzero
si sbuccia e si taglia a pezzetti la radice di zenzero e la si fa bollire in acqua almeno per 5 minuti poi la si lascia freddare e vi si aggiunge un cucchiaio di miele e delle foglie di menta fresca. Lo si può bere caldo o freddo.
sarebbe bello poterlo coltivare per cui metto qui un sito che parla di come si può coltivare
http://www.giardinaggio.org/Orto/Aromatiche/Zenzero.asp#Tecniche%20di%20coltivazione
lunedì 4 aprile 2011
martedì 8 marzo 2011
La capanna in balle di paglia - ecovillaggio Corelli e una sopra Prato
- Perché una capanna
martedì 1 marzo 2011
LA CARTA DEI PRINCIPI DELL'ALTRAECONOMIA
lunedì 28 febbraio 2011
Fare il detersivo in casa con i bimbi
Laboratorio realizzato con la partecipazione dei bambini ad Attigliano.
Ingredienti: 1 limone, 50 g di sale, 30 ml di aceto bianco, 150 ml di acqua.
domenica 27 febbraio 2011
Novità sulla Geotermica/solare
La Palizzata Energetica
La palizzata energetica, similmente ad un impianto a scambio aria/acqua, sfrutta il calore ambientale ma, a differenza di quest'ultimo, utilizza una parte di terreno come accumulo termico combinando quindi energia solare e geotermia ed inoltre non produce fastidiosi rumori.
Per poter efficientemente utilizzare un sistema a palizzata energetica si ha bisogno di una parte di terreno ben esposta visto che la medesima, come già precedentemente evidenziato, utilizza gli agenti atmosferici (quindi ovviamente anche il sole) come fonte di calore.
Se l'impianto e' dimensionato correttamente, l'efficienza della palizzata energetica nell'arco dell'anno è assimilabile ad un impianto geotermico a sonde verticali.
La palizzata energetica è in grado di alimentare le nostre pompe di calore per la produzione di riscaldamento e di acqua calda sanitaria ed anche (con alcuni particolari accorgimenti) di garantire il raffrescamento estivo.
La nostra sede di Biella utilizza questa tecnologia per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua sanitaria.
visualizza grafico efficienza e funzionamento della palizzata energetica
Affittare camere in casa propria
CONSIGLI PER DIVENTARE UN AFFITTACAMERE
Vengono considerati esercizi di Affittacamere le strutture composte da non più di sei camere e con non più di 12 posti letto. Le camere ed i posti letto devono essere ubicati in non più di due appartamenti ammobiliati in uno stesso stabile nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi complementari. L’appartamento in cui si svolge l’attività di affittacamere deve possedere i requisiti strutturali e igienico edilizi previsti per le civili abitazioni dal locale Regolamento Edilizio comunale. Coloro che svolgono l’attività di affittacamere possono somministrare inoltre, limitatamente alle persone alloggiate all’interno dell’appartamento, alimenti e bevande nel rispetto di quanto previsto dalle disposizioni igienico sanitarie. In questo caso il Comune provvederà ad annotare in calce alla licenza di somministrazione l’attività complementare di affittacamere
AFFITTACAMERE PROFESSIONALE E NON PROFESSIONALE
L’attività di affittacamere può essere svolta sia a livello professionale che ‘non professionale’. Sono da considerarsi affittacamere non professionali coloro che esercitano l’attività nella casa di propria residenza e domicilio. Questi sono esonerati, oltre che dall’iscrizione nella sezione del Registro esercenti il commercio (R.E.C.), dalla presentazione della dichiarazione dei prezzi. L’attività svolta da titolari di attività di affittacamere che non risiedono nell’appartamento, invece, viene definita ‘professionale’.
CARATTERISTICHE DEI LOCALI
I locali devono essere ubicati in una zona nella quale è permesso lo svolgimento dell’attività di struttura ricettiva/affittacamere in base agli strumenti urbanistici vigenti. Inoltre è necessaria la conformità dei locali alle norme e prescrizioni in materia edilizia. La destinazione d’uso dei locali deve essere compatibile con l’attività di struttura ricettiva/affittacamere e non può essere modificata ai fini urbanistici. I locali devono rispettare le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie previste per i locali di civile abitazione. Devono quindi essere muniti di un servizio igienico sanitario completo ogni sei persone o frazione di sei superiore a due, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare o conviventi.
CARATTERISTICHE DEL SERVIZIO OFFERTO
Le camere da letto devono essere arredate, oltre che da un letto, da una sedia o sgabello per persona, un armadio, un cestino rifiuti e un tavolo. Inoltre, devono essere comodamente accessibili, senza dover attraversare altre camere o servizi destinati alla famiglia o altro ospite. Ogni camera deve essere fornita di energia elettrica, acqua calda e fredda e riscaldamento. La pulizia delle camere ed il cambio di biancheria devono essere garantite ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana.
COSA FARE PER INIZIARE L’ATTIVITÀ
Per iniziare l’attività occorre presentare al Comune, dove avrà sede l’attività, una denuncia di inizio di attività (DIA), anche utilizzando i moduli prestampati predisposti dai Comuni. Per chi come me è di Milano può visionare il sito del Comune di Milano www.comune.milano.it e scaricare la modulistica richiesta.
Coloro che apriranno l’attività nel comune di Firenze, il sito è www.comune.fi.it e nel comune di Roma www.comune.roma.it.
La Denuncia di Inizio Attività deve essere consegnata a:
http://galileo.egaspari.it/attigliano/galileoDoc.nsf Comune di AttiglianoNel caso di nuova apertura l’attività può essere iniziata decorsi 30 giorni dalla presentazione della denuncia. Contestualmente all’inizio dell’attività l’interessato deve dare comunicazione all’ufficio
Ufficio Competente:
comune di Attigliano
Sulla DIA devono essere assolutamente riportate
- le generalità del titolare l’attività
- il numero e ubicazione dei vani destinati all’attività ricettiva
- il numero dei posti letto
- i servizi igienici a disposizione degli ospiti
- gli eventuali servizi accessori offerti all’utenza
Il Comune provvede al rilascio dell’autorizzazione solo dopo aver verificato l’esistenza dei requisiti soggettivi del titolare o dell’eventuale rappresentante e dopo aver accertato fondatezza delle caratteristiche funzionali dei locali e dei requisiti igienico-sanitari. Gli accertamenti dei requisiti strutturali vengono svolti attraverso sopralluoghi di agenti abilitati oppure con l’acquisizione di una dichiarazione sottoscritta dall’interessato e controfirmata da un tecnico abilitato attestante la conformità delle strutture e dell’impiantistica. Il Comune comunica poi alla Giunta Regionale ed alla locale Azienda Promozione Turistica il rilascio dell’autorizzazione. L’autorizzazione ha carattere permanente: annualmente il titolare dovrà fare dichiarazione di prosieguo dell’attività medesima al Comune.
OBBLIGHI DEL TITOLARE DELL’ATTIVITA’
Il titolare dell’attività deve informare il Comitato provinciale prezzi in merito ai prezzi applicati entro il 31 luglio dell’anno precedente a quello cui si riferiscono. La mancata denuncia comporta l’obbligo dell’applicazione degli ultimi prezzi regolarmente denunciati. Gli affittacamere devono esporre, nell’appartamento, in modo, perfettamente visibile, una tabella riepilogativa dei prezzi praticati nell’anno in corso e delle caratteristiche dell’appartamento e devono esporre, in ogni camera, sempre in modo perfettamente visibile, un cartellino che indichi il prezzo massimo del pernottamento e degli eventuali servizi offerti nell’anno in corso.
Il titolare ha l’obbligo di comunicare giornalmente all’autorità di pubblica sicurezza l’arrivo delle persone alloggiate. Presso la struttura ricettiva, poi, deve essere esposta in modo ben visibile all’esterno l’insegna con la denominazione nonché l’indicazione della tipologia.
OBBLIGHI DEL TITOLARE IN CASO DI CESSAZIONE
Il titolare dell’attività che decide di cessare temporaneamente o definitivamente l’attività deve darne preventivo avviso al Comune. La cessazione temporanea non può essere superiore a sei mesi prorogabili, per fondati motivi, dal Comune una sola volta e per ulteriori sei mesi. Trascorso tale termine l’attività si intende cessata.
sabato 19 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
Cos’è il kefir
| Oltre ai fermenti il Kefir contiene minerali e aminoacidi essenziali biodisponibili che aiutano a mantenere lo stato di salute dell’organismo. Le proteine di alto valore biologico presenti nel kefir sono meglio utilizzabili dall’organismo. Il triptofano, è un aminoacido essenziale abbondante nel Kefir che ha effetti sul sistema nervoso anche perchè il kefir contiene in abbondanza calcio e magnesio biodisponibili, che sono importanti minerali in grado di migliorare la funzionalita’ del sistema nervoso. Sensibile è anche la liberazione di treonina, prolina e lisina. Il Kefir fornisce ampia disponibilità di fosforo, che è uno dei più grandi elementi costitutivi del nostro corpo e aiuta ad utilizzare meglio i carboidrati, e le proteine per la crescita cellulare, per il loro mantenimento ed interagisce nell’accumulo e nella disponibilità energetica. Il Kefir è ricco in Vitamina B9 (acido folico), B12 (cobalamina),B1 (tiamina) e vitamina K. E’ un eccellente sorgente di biotina; queste vitamine del gruppo B aiutano l’organismo a meglio assimilare altre vitamine del gruppo B come B5 (acido pantotenico). Il rifornimento adeguato di queste vitamine agisce positivamente nella regolazione del sistema nervoso e del sistema renale, e sembrano in grado di promuovere la longevità. E’ un buon prodotto alimentare per le persone lattosio intolleranti perchè ricco di Beta-galattosidasi (lattasi) ed è povero di lattosio in quanto con la fermentazione ne è stato idrolizzato circa il 30%. http://kefir.it/articolo.asp?cod=26&kefir=1 fermenti di kefir di latte http://kefir.it/articolo.asp?cod=21 fermenti per kefir d'acqua I granuli di kefir di latte fermentano qualsiasi liquido contenente zuccheri, anche latte di riso, di cocco, e di soia, acqua zuccherata, infusi, succhi di frutta, ecc... Però sono nati nel latte vaccino e questo rimane il loro habitat naturale, per cui in sostanze diverse i granuli si squilibriano e non è detto che vivano a tempo indeterminato e si moltiplichino come fanno nel latte. Per cui fa tutte le prove che vuoi, ma ti consiglio di mantenere la coltura di latte ed usare le crescite per gli esperimenti perché diffcilmente potrai usare i granuli delle prove di nuovo nel latte vaccino... ps. il keifr di soia sa di maionese! | ||
Fare in casa i Latti Vegetali: Riso, soia, avena, mandorle
Latte di soia
Va premesso che tutti i prodotti a base di soia, e quindi anche il latte di soia, devono essere biologici, altrimenti è molto probabile possano contenere soia geneticamente modificata (OGM).Il latte di soia costituisce una valida alternativa al latte vaccino, soprattutto in chi abbia fattori di rischio di arteriosclerosi, perché la soia riduce il colesterolo-LDL. Nei maschi avventisti che consumano latte di soia è stata riscontrata una ridotta incidenza di tumore della prostata. Per contro, l'effetto protettivo della soia nella prevenzione dei tumori femminili e dell'osteoporosi è ancora controverso.
Nutrizionalmente simile al latte vaccino, è il latte vegetale meno calorico e il più ricco di proteine: queste si trovano in quantità sovrapponibile a quella del latte vaccino e sono di buon valore biologico. Il latte di soia ha però un contenuto di grassi nettamente inferiore a quello del latte intero e di poco superiore a quello del latte parzialmente scremato. Si tratta prevalentemente di grassi poliinsaturi, compresi omega-3, mentre i grassi saturi sono molto ridotti. Esso inoltre contiene fibre, vitamine A, E, B, minerali: tra questi, il ferro è presente in quantità doppie rispetto al latte vaccino, mentre le preparazioni addizionate di calcio contengono un quantitativo di calcio paragonabile a quello del latte vaccino.
Il latte di soia può essere preparato in casa, o utilizzando le apposite macchine (vedi articolo Latte di soia fatto in casa con una macchina di uso domestico) oppure artigianalmente, secondo la seguente ricetta:
- sciacquare i fagioli di soia gialla e metterli in ammollo in abbondante acqua per almeno dodici ore, poi sciacquarli e scolarli.
- Frullare con acqua, fino a ottenere un liquido uniforme e piuttosto denso.
- Far bollire questo liquido a fuoco basso per circa 20 minuti, mescolando ogni tanto.Si possono aggiungere o cannella, o bucce di agrumi, o vaniglia, per aromatizzare.
- Filtrare attraverso un telo.
Latte di riso
Il latte di riso, ricco di zuccheri semplici, fornisce energia prontamente disponibile. La minor quantità di proteine di questo latte sicuramente non è un problema nell'ambito di una dieta vegetariana-vegana equilibrata, perché il fabbisogno proteico viene comunque garantito da altri cibi. Può quindi essere utilizzato al posto o in aggiunta al latte di soia, se il gusto è preferito. E' per contro il latte meno grasso, contiene prevalentemente grassi poliinsaturi, nonché fibre, vitamina A, B, D, minerali.Il latte di riso in commercio contiene sempre oli aggiunti, solitamente di girasole. Attenzione però alla presenza di olii vegetali non meglio specificati. Va pure controllato sull'etichetta che l'olio di girasole sia spremuto a freddo e di origine biologica.
Il latte di riso può essere preparato in casa artigianalmente, secondo la seguente ricetta:
- Far bollire in una pentola una parte di riso con 10 parti di acqua fino a quando il riso è scotto e un poco spappolato.
- Aggiungere mezzo cucchiaino di sale marino e 2 cucchiaini zucchero di canna ( o malto di riso, di mais, di grano, ecc....). Oppure si possono aggiungere cannella, o bucce di agrumi, o vaniglia, per aromatizzare.
- Volendo si può aggiungere un cucchiaio di olio di semi di girasole. Raccomandiamo però che sia spremuto a freddo, se non è specificato sulla confezione significa che è stato estratto con solventi derivati dal petrolio.
- Frullare con frullatore a immersione e imbottigliare filtrando attraverso un colino.
- Si ottiene un liquido denso bianchissimo, ogni volta diverso a seconda di quanto riso rimane nel colino e quanto nel latte. A seconda del tempo di cottura, o del tempo che passa da quando il latte è bollito a quando si filtra, o di quanto finemente si frulla, rimane più o meno riso nel colino, a volte quasi niente, a volte tanto! Se ne rimane molto lo si può utilizzare in cucina, nei minestroni, nelle vellutate, nei purè, nelle pappette di riso, a fantasia in ogni dove. Viceversa, se il latte risulta molto denso si può allungare con acqua prima dell'utilizzo.
La nostra ricetta è nel tempo variata rispetto a quella classica sopra segnalata: ho notato che a seconda di quanto è bollito il riso e di quanto bene viene frullato (conta anche l'efficienza del frullatore) si miscela meglio all'acqua e quindi per sfruttare di più il riso e scartarne di meno nella fase "colino" faccio così:- uso 0,5 volumi di riso per 10 volumi di acqua (es, mezza tazzina di riso per 10 tazzine d'acqua)- lo faccio bollire 4 minuti circa in più del tempo di cottura segnalato sulla confezione- appena bollito lo frullo a lungo e finemente- lo lascio riposare per un'ora e anche più- lo ri-frullo finemente prima di filtrarlo nel colinohttp://depuriamo.blogspot.com/2010/03/latte-di-riso-avena-e-mandorle-fai-da.html
- raccolgo in bottiglia di vetro
Agitare prima dell'uso, conservare in frigorifero.
A noi un litro dura 5-6 giorni e in frigorifero si mantiene benissimo per quel tempo e forse oltre.
Latte di avena
Anche il latte di avena è una valida alternativa al latte vaccino, soprattutto in chi ha problemi di arteriosclerosi, perché l'avena riduce il colesterolo-LDL. E' un latte poco calorico e con un limitato contenuto di grassi, prevalentemente poliinsaturi, mentre contiene fibre, vitamina E e acido folico.Ricco di zuccheri semplici, fornisce energia prontamente disponibile. Come per il latte di riso, la minor quantità di proteine di questo latte sicuramente non è un problema nell'ambito di una dieta vegetariana-vegana equilibrata, perché il fabbisogno proteico viene comunque garantito da altri cibi. Può quindi essere utilizzato al posto o in aggiunta al latte di soia, se il gusto è preferito.
Il latte di avena in commercio contiene sempre oli aggiunti, solitamente di girasole. Attenzione però alla presenza di olii vegetali non meglio specificati. Va pure controllato sull'etichetta che l'olio di girasole sia spremuto a freddo e di origine biologica.
Per preparare in casa artigianalmente il latte di avena, ecco la ricetta:
- Mettere in un frullatore 1 parte di farina d'avena cotta in 2 parti di acqua fredda, aggiungere una banana matura e, a piacimento, 1 cucchiaino di vaniglia, 1 pizzico di sale (facoltativo), sciroppo d'acero.
- Frullare il tutto finemente
- Filtrare attraverso un telo
Latte di mandorle
Anche se questo latte dal gusto delizioso non può sostituire le formulazioni per l'infanzia (a base di soia) nei bambini di età inferiore ad 1 anno, può essere molto utile per integrare l'alimentazione del lattante e anche dopo lo svezzamento.Pur potendo venire utilizzato per una colazione tradizionale, e come alternativa al latte nella preparazione dei cibi, esso costituisce anche un'alternativa all'assunzione di frutta secca, abitudine che dovrebbe far parte di ogni dieta sana. L'unico limite è quello legato alle calorie a al buon senso. Le mandorle sono infatti ricche di acidi grassi poliinsaturi, antiossidanti e calcio ed esercitano effetti positivi sulla salute cardiovascolare. La minor quantità di proteine di questo latte sicuramente non è un problema nell'ambito di una dieta vegetariana-vegana equilibrata, perché il fabbisogno proteico viene comunque garantito da altri cibi. Può quindi essere utilizzato al posto o in aggiunta al latte di soia, se il gusto è preferito.
Il latte di mandorle ha un contenuto di grassi intermedio tra latte vaccino intero e parzialmente scremato, ma si tratta ancora una volta di grassi prevalentemente poliinsaturi. Il contenuto di grassi saturi è limitato, mentre contiene fibre, vitamina E e minerali.
Anche il latte di mandorle può essere preparato in casa artigianalmente, secondo la seguente ricetta:
- Mettere a mollo per una notte le mandorle, poi scolarle e metterle in un frullatore assieme a 3 parti d´acqua
- Frullare fino ad ottenere un liquido denso bianco e polposo.
- Passarlo al colino, conservando il liquido ottenuto.
- Rimettere la polpa dentro il frullatore, aggiungere 1 parte di acqua, sciroppo di acero o di agave a piacimento, un pizzico di cannella e frullare di nuovo.
- Passare poi anche questo secondo "latte" al colino, aggiungendolo al primo.
